Stefania Colombo/ ottobre 9, 2017/ articoli, Dominique Cappa/ 0 comments

Persona e relazioni sono il cuore di ciò che per me è Psicologia.

Parlare di persona significa parlare di relazioni. Relazioni intrapsichiche, relazioni mente-corpo, relazioni individuo- contesto nelle diverse dimensioni sociali.

Ciascuno di noi è solo in relazione ad altri esseri umani. Cominciamo ad esistere grazie ad una relazione e attraverso una relazione veniamo al mondo. Possiamo riconoscerci solo se degli altri occhi ci guardano per primi.

Vivere di psicologia significa che il tempo dedicato al lavoro si basa sul contatto umano, sul rispetto, sull’intimità e sullo scambio.

Fare psicologia, essere una psicoterapeuta significa toccare due temi molto intimi: il rapporto con sé stessi e il rapporto con le altre persone.

Incontrarsi e costruire un rapporto profondo con sé è un meraviglioso viaggio, pieno però di insidie e di pericoli: può fare molta paura e risulta spesso assai difficile non tirarsi indietro da sé, dai propri dolori e dalle proprie ferite, ma anche dalla gioia e dall’amore.

Abbiamo paura di sentire la nostra vulnerabilità, di aprirci e correre il rischio di essere feriti, o traditi o di deludere. E così ci difendiamo chiudendoci oppure ci nascondiamo dietro ad un’immagine di noi stessi che ci illudiamo ci protegga dal dolore. In realtà in questo modo siamo noi stessi a tradirci, a ferirci e ad abbandonarci.

Le nostre energie e la nostra forza sono messe al servizio di questa immagine che ci illudiamo ci possa portare ad essere accettati e amati dagli altri.

Dobbiamo essere belli, e giovani, e di successo. Dobbiamo avere molto denaro. Dobbiamo riempirci la vita di impegni per sentirci all’altezza. Diventa più importante che cosa c’è scritto sul nostro biglietto da visita rispetto a fare vedere chi siamo davvero. Dobbiamo mostrare, o meglio dimostrare la nostra vita più che viverla.

A volte non osiamo sognare e temiamo di rischiare per realizzare i nostri sogni.

Perché un fallimento è vissuto come la fine, una sconfitta eterna e non una possibilità di rialzarsi e continuare a onorare la propria unica e preziosissima vita, così come si è.

Questa immagine, questo dover essere che inseguiamo strenuamente per avvicinarci agli altri, in realtà dagli altri ci allontana.

Se non abbiamo imparato ad accettare e ad accogliere noi stessi purtroppo non possiamo farlo nemmeno con gli altri.

Se non vediamo noi stessi non vediamo gli altri, e le relazioni, che sono davvero il motore della vita, possono diventare relazioni di potere, di manipolazione o di dipendenza.

Perdiamo il senso di responsabilità verso noi stessi e verso gli altri.

Se non abbiamo toccato e attraversato il nostro dolore, la paura e la rabbia, non possiamo stare accanto al dolore, alla paura e alla rabbia di un’altra persona. Ma nemmeno alla sua gioia e alla nostra.

Dominique Cappa

 

 

 

 

 

 

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