Stefania Colombo/ aprile 27, 2018/ articoli/ 0 comments

Può darsi che ognuno di  noi abbia dei talenti naturali, ma, indipendentemente da quanto siamo dotati, il talento ci lascia a piedi se non sviluppiamo le nostre abilità. Le abilità si acquisiscono, non sono innate come il talento e si sviluppano grazie all’utilizzo e all’esercizio continuo.
Il talento è sostenuto dalle nostre abilità, di per sé vale ben poco.

Se non ci lavoriamo su, non saremo mai capaci di esprimere tutto il nostro potenziale nel modo in cui vogliamo.

Non dobbiamo più azzardarci a dire: “Non posso farcela”.

In questo modo costruiamo un muro interno fra noi e i nostri talenti. Fra noi e la nostra possibilità di riuscire ad esprimere pienamente il nostro essere. 

Ogni volta che ci diciamo: “ non posso farcela’’ ci costringiamo dentro una forma piccola, blocchiamo la nostra energia.

Credere che non abbiamo possibilità o peggio ancora abilità o credere che non siamo fortunati è un buon modo per non prenderci la responsabilità dei nostri insuccessi ma è anche un buon modo per rinunciare alla possibilità di un successo.

Nascondersi in un angolo e ignorare le nostre aspirazioni, i nostri talenti, i nostri sogni e i nostri desideri più profondi è sicuramente un modo più sicuro per affrontare la vita che non ci espone a rischi.

Dire “ non ce la faccio” non è sempre una forma di umiltà e accettazione, purtroppo spesso è un alibi per non provarci nemmeno.

Sentire di poter fare di più non è un sentimento di superiorità , è dire sì al nostro potere personale.

Ricorrere al proprio potere personale non significa fare tutto quello che ci passa per la testa ma essere liberi di vivere pienamente le proprie emozioni e sensazioni, di scegliere in autonomia quello che desideriamo essere, ma soprattutto di provare ad essere felici. Significa credere che siamo responsabili della nostra sofferenza, ma anche della nostra felicità che il nostro futuro dipende da noi. 

Per realizzare i propri obiettivi molto spesso (ed inizialmente sempre) è necessario uscire dalla propria comfort zone.

La nostra confort zone è delimitata da quelli che noi pensiamo essere i nostri limiti,

I limiti possono essere autoimposti o possono essere limiti che gli altri ci pongono. Ciò nonostante tali limiti funzionano solo se noi ci crediamo.

Ogni volta che ci diciamo: “Non ce la posso fare, non sono capace” stiamo rafforzando un limite della nostra comfort zone, ci stiamo chiudendo dentro ad un’aria di sicurezza ma anche di non crescita.

Pertanto l’invito è quello di non aver paura di andare oltre, di provarci anche quando pensiamo di non farcela, di lavorare sodo per raggiungere i nostri obiettivi. Il cambiamento nasce da un atto volontario, nasce dal coraggio di andare oltre le nostre paure

Stefania Colombo

 

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